BAGOLINO E IL PRATO DI CALCAÖLE

LUCI E OMBRE

 

Affacciato al poggiolo della mia casa, lo sguardo viene spesso attratto da un grande prato che c'è in località Calcaöle e che, per la sua bellezza e per il suo fascino, io chiamo "il paradiso terrestre" di Bagolino. Nel mezzo ci stanno due piante.

Una, è composta da due grandi cespugli intrecciati l'uno all'altro e proprio per questa sua caratteristica di dualità, di complessità e di mistero è da me chiamata Eva.

Poco lontano, ma decisamente staccata, c'è una pianta di mele selvatiche, che io chiamo Adamo.

Più in basso, quasi all'orlo del prato c'è una grande pianta e questo potrebbe essere il Padre Eterno. Così io immagino la scena della cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre.

Durante il giorno il sole accarezza il prato che, nelle varie stagioni dell'anno, passa, da ispido e selvaggio, a morbido e vellutato. Essendo un prato ripido, esposto a nord-ovest, alle falde di un'erta montagna, quando fa sera e quando s'avvicina l'inverno, il sovrastante bosco di pini e faggi allunga i fantasmi delle sue ombre a ghermire le due figure, prima che la notte le inghiotta totalmente. Ma nella notte profonda esse riescono ad avvicinarsi l'una all'altra, e a stare abbracciate, sia per ripararsi dalla paura dei fantasmi che per esprimersi il loro amore.

E' così che la luna li coglie quando s'affaccia all'improvviso dall'orlo delle montagne. Ma questo non ve lo posso assicurare perché in quel momento io dormo beato.