L’ANGOLO DELLA RECENSIONE
TERENZIO FORMENTI
LINOSA … ISOLA D’ARCOBALENO
A cura di Irene Sparagna
Quello di Terenzio è un canto perenne alla vita.
Ho conosciuto Terenzio come se fosse l’uomo della strada, quello che incontriamo
camminando o che ci passa accanto canterellando, anonimo, sconosciuto,
misterioso nel suo silenzio che ci trapassa l’anima come uno sguardo.
Non passeggiavo per le strade comuni …
Avevo di fronte le mille vie di internet, avevo di fronte delle parole che avevano
stuzzicato, come pregiatissime spezie, provenienti dai mari caldi
dell’anima, il mio sguardo e la voglia di conoscere che è innata in ognuno di
noi …
Terenzio mi ha chiesto una presentazione a questo piccolo libro di poesie,
anche se penso che questo suo condensato non abbia bisogno di prefazioni o
postille …
Le poesie di Terenzio, a mio giudizio, appaiono come tante piccole ostriche
ognuna contenente la sua perla.
Ho sempre passeggiato sulla riva del mare raccogliendo ogni volta conchiglie,
stecchi bambole rotte.
Chissà quale sarebbe la cura che mi darebbe uno psichiatra a questa mia mania, forse carenza d’affetto … ricerca
forzosa della felicità nel superfluo altrui … o mi avrebbe già prenotato una stanzetta due per due dove far
rimbalzare i pensieri da una parete all’altra, come palline di flipper impazzite.
ma credo di dire la mia attribuendo a quegli oggetti una vita che è racchiusa negli odori silenziosi che salgono
su su per le mie narici.
Mi è sembrato di vedere in quegli oggetti, depositati dalle onde sulla sabbia, l’intera umanità con i suoi dolori e
le sue gioie.
Terenzio è abilissimo a dar voce a questi oggetti, alle ombre infinitesimali del vivere quotidiano; con le sue
gocce di rugiada, giorno dopo giorno affastella emozioni, che sono un po’ come il carrozzone della nostra esistenza,
piccole o grandi valigie in cui racchiudere il nostro sentire, il nostro amare, odiare, piangere, ridere,
respirare, sognare.
Le sue sono poesie che portano all’anima ricche messi, e Terenzio è come il pescatore che si allontana dalla
riva per riempire le sue reti e per nutrirci poi di pagine incantate e ricche di magia.
Le sue sono indicazioni semplici per la scoperta e riscoperta di verità semplici, che non sempre, per fretta, distrazione,
sciatteria, siamo capaci di cogliere.
Le pagine di Terenzio io le vedo come un rotolo di fogli ingialliti dal tempo nei quali è racchiusa una purissima
storia d’amore.
Un amore che passa come il vento di primavera nella sua vita.
A volte immagino Terenzio come un uomo che possiede solo un cappotto per proteggersi dal freddo e un cappello
per ripararsi dal sole, ma che al contempo ha dalla sua il calore interminabile della ricchissima fantasia e
dei mille e mille ricordi: le grandi avventure vissute al timone della sua vita, incantato veliero, capace di percorrere
spazio e tempo alla ricerca di gocce di rugiada da incastonare vivendo.
E allora continuo a sfogliare, con brama incontenibile, l’insieme rivelato da questi fogli sbiaditi: e in essi riscopro
lo scampanellare festoso dei suoi versi e dell’amore in essi profuso: parole che dilatando melodie portano
serenità all’anima.
Io credo di aver captato in Terenzio il segreto che permette all’uomo di non invecchiare: quello di rimanere
semplici e avere la capacità di scoprire un mondo anche in un granello di sabbia.
Non c’è niente di troppo piccolo per un essere piccolissimo quale è l’uomo.
Camminando lentamente dove le onde lambiscono la rena, lontano dal chiasso e dalla vita di tutti i giorni, ci
addentriamo in riflessioni, considerazioni, pensieri e, passo dopo passo, possiamo ritrovare la calma perduta, la
serenità e soprattutto noi stessi.
Il mare di Terenzio è come un cielo aperto sull’infinito del mondo: ci aiuta a ricordare le tappe della nostra vita
che sembrano essere rappresentate dalla lunga serie di orme che lasciamo dietro di noi.
Ho trascorso intere giornate passeggiando e ogni volta sono tornata a casa con le scarpe piene di sabbia e con
nel cuore un po’ più di saggezza.
Stravagario Emozionale
Bollettino informativo
dell’Associazione Culturale Gennaro Sparagna
ANNO I numero 7 luglio 2007
Sparagna Irene - direttore responsabile e proprietaria della testata
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