POESIE FIABE RACCONTI
CANZONI SOGNI...
E ANCHE LIBRI
"LA NARRAZIONE CATARTICA"
a cura di Danilo Curci medico e psicologo
e di Terenzio Formenti psicologo e psicodrammatista
in ricordo di Enzo Bruno poeta, narratore, editore...
e tipografo
l'orizzonte non è lontano
quando ti accorgi
di accarezzare il cielo
Enzo Bruno
toccai il cielo
e mi accorsi
che l'universo è infinito
Terenzio Formenti
Reincontriamolo ora in una sua lirica:
DAMMI QUELLO CHE RESTA
Dammi quello che resta,
prima che un ululato
increspi la tua pelle di luna.
Stringimi la mano e sorridi:
nel mio cuore
ho aperto un varco ai tuoi giorni,
contro il vuoto invadente
che possiede l'urlo del vento.
Stringiti al mio amore,
vicina,
piu' che puoi,
fatti sentire mia,
lontana dai perché
che uccidono la speranza.
Riusciremo, vedrai!
Oltre il fiume potrai aspettarmi,
e sulla sponda del cuore
inventarti un amore.
INCONTRO
due occhi
un passo
un gesto
sospeso
nell'aria
un corpo
un'anima
un vestito
il timbro
sconosciuto
di una voce
oggi
un altro
nasce
per me
OBBIETTIVI DI QUESTA PAGINA WEB
interattiva immediata e/o protratta nel tempo
Potete interagire immediatamente e sotto l'impulso delle
sensazioni e delle emozioni,
mandando riscontri e gocce di felicita', oppure in modo
piu' ponderato e pensato
dopo aver cercato o creato qualcosa di vostro o
appartenente ad altri da inviare per
un'eventuale pubblicazione in rete.
Dato che la pagina non sara' fissa, ma subira' cambiamenti
parziali e/o totali, se vi
interessa raccogliere il materiale che verra' mano mano
pubblicato vi consigliamo di
stampare cio' che volete conservare e/o partecipare ad
altri che non sono in
Internet. Come pure potete fare da tramite a queste persone,
inviandoci cose loro
che volessero farci avere.
Narrazione catartica come e perchè
Servirsi e servire la poesia e i linguaggi ad alta carica
simbolica per promuovere un
dialogo fra le varie doti e componenti della personalità:
mente e corpo; sogno e
realtà; immaginazione e immaginario; fantasia
e fantasticheria; razionalità e fantasia;
corpo e "anima"; umano e divino; bene e male; positivo
e "negativo"; maschile e
femminile.
Mettere fra loro in comunicazione, e interferenza positiva,
i contrari rendendoli una
coppia di forze promozionale della crescita e maturazione
della personalità: gioia e
sofferenza; allegria e tristezza; felicità e infelicità,
per favorire la miglior armonia
possibile, serenità possibile, felicità...
possibile.
Mettere in comunicazione i poeti e i narratori fra loro,
e con gli altri, per un
arricchimento personale, interpersonale, interculturale,
interrazziale e
interplanetario.
ogni goccia di mare gioca con la vicina
eppure forse... non la
conosce
ogni granello di sabbia
gioca con l'altro sulla battigia
nella bonaccia.... e nella mareggiata
ogni grumo di magma gioca con gli altri
nel ventre della terra
nel profondo degli oceani
e nell'esplosione dei vulcani
ogni filo d'aria
s'intreccia con il vicino...
nella brezza nel vento
nel sole nella pioggia
nella tempesta... e nell'uragano
MEZZI A DISPOSIZIONE
Uno spazio al quale inviare le nostre creazioni
che riteniamo adatte a questo scopo
e che possano favorire gli obbiettivi che ci proponiamo.
Uno spazio al quale segnalare poesie ed opere, contemporanee
e non, nostre e di
altri, che hanno suscitato in noi in questo periodo e
nel corso della nostra vita
sensazioni ed emozioni particolari, positive e catartiche.
Lo spazio è limitato a poesie, fiabe, racconti,
e sogni, possibilmente brevi, e alla
elencazione di libri, non di carattere tecnico e scientifico,
ma ad alto contenuto
simbolico.
Lo spazio è volutamente messo a disposizione anche
per interagire a livello di
risposta nostra agli interventi degli altri; interventi
che possono essere effettuati,
non solo dando dei riscontri, ma anche rispondendo, con
poesie e racconti, nati al
momento, o che fanno parte della nostra o altrui produzione
letteraria, seguendo il
concetto della somiglianza e/o delle libere associazioni.
ALTRE CONSIDERAZIONI
Proporre ai non poeti o ai "non ancora poeti" un diverso
rapporto con il mondo della
poesia. Proporre ai poeti un nuovo modo di rapportarsi
ad ogni uomo o donna, nella
loro potenzialità lirica, come espressione letteraria,
e come vita .
Il poeta talvolta e' onorato e riverito come un essere
superiore, (ma anche questo
puo' essere un modo per metterlo fuori gioco) talaltra
e' collocato nel mondo degli
allocchi e qualche volta odiato, memori delle "poesie
da imparare a memoria". Per
noi e' importante, e questo e' uno degli scopi principali
di questa iniziativa, collocarlo
nella sua vera dimensione, che nasce anche dal significato
letterale della parola
"poeta", cioe' "costruttore", tessitore pertanto, della
comunicazione fra spazio
mentale e spazio pratico e promotore di una ricerca
di armonia fra essere e agire.
Una testimonianza
Sentiamo a questo proposito una voce, quella di Tomaso
Urso, dotto, sapido e
fiorentino uomo di lettere, in un suo intervento sulla
rivista "Il Fauno" di Firenze:
MOMENTI
Aver per amico un poeta
- gia' questo e' mirabile cosa-
che vive su un raggio di sole
che scalda le piume del
passero al nido; che vive nel vento che
apporta, fra cento sussurri, un annuncio
di desideri vaganti indistinti in un
sogno, vicino e lontano, dove aleggia
confuso un soave profumo che anticipa
l'incontro con un sereno risveglio.
Sull'ala del vento che gioca giocondo
con l'aria arriva, silente e improvvisa,
fra strani barbagli di luce, la fantasia
che avvolge il poeta in un diafano manto
e lo porta lontano... finche' un giorno
l'amico poeta salendo sul monte
trovo' uno strano sentiero, fatto di stelle
vaganti, che lo condusse a dormire
tranquillo nella cuna formata dalla luna
calante.
D'altro canto puo' essere importante che i poeti si pongano
in ascolto di coloro che
vivono in contatto, in un modo forse diverso, o forse
uguale al loro, con la realta'
quotidiana e siano grati al resto del mondo che fornisce
loro consciamente e/o
inconsciamente il materiale incandescente per creare
le loro liriche.
Citiamo una poesia che potrebbe essere significativa
in proposito:
UCCELLINI NUTRITI DAL VENTO sogno
piccoli
uccellini
da nido
disposti qua e la'
su una brulla pianta
come grosse
gemme di primavera
pigolanti
attendono
a becco spalancato
larve invisibili
portate
dal vento
Se i poeti accettassero con semplicita' ed umilta' di
poter essere gli uccellini da nido
della poesia, possiamo pensare che il dialogo fra i poeti
e i non poeti potrebbe
diventare piu' facile e piu' proficuo.
Comunicazione fra poeti
Un'altra proposta che vorremmo fare ai poeti e' quella
di comunicare di più e meglio
fra di loro.
Una poesia ci puo' aiutare a cogliere meglio il concetto.
I POETI DEL BOSCO
parla
il bosco
poeti del bosco
per lui parlano
gli uccelli
un verso
per ogni ora
del giorno
e un poema...
per ogni
stagione
esplodono
a primavera
come gemme
sui rami
rigonfie
all'ombra
dei cespugli
ciangottano d'estate
zigzagando
tra fiocchi di neve
squittiscono
nell'inverno...
della vita
Spezzeremo percio' una lancia in favore dei poeti che
citano versi di loro colleghi,
quando lo stimolo e' venuto proprio da loro; per quelli
che accettano e promuovono
incontri a due, sia come silloge che come "dialoge" leggendo
e pubblicando, in
contrappunto, loro poesie con un collega o una collega
adatta, accettando cosi' i
rischi e i vantaggi della consonanza e della diversità
sia complementare che
conflittuale.
Ricordiamo anche i gruppi di scrittura creativa e creazione
poetica come
sensibilizzazione alla costruzione del linguaggio lirico
e alla composizione di poesie
in situazione gruppale.
Facciamo un accenno pure a gruppi di psicodramma o "teatro
dei sogni", come
sensibilizzazione ad una vita che sia armonia, sogno,
realta' e poesia
Esempio esplicativo di una modalità d'uso
di una particolare iniziativa
IL GIOCO DI INVENTARE GOCCE DI FELICITA' ... POSSIBILE
Andare alla scoperta delle gocce e/o delle linee di felicità
possibile che ogni
produzione letteraria propria e degli altri può
proporre o suscitare per somiglianza,
stimolazione o contrasto, mantenendoci liberi dal lasciarci
influenzare o meno dalle
proposte degli altri.
quando me ne andro'
ti lascero' un aquilone
legato perche' libero
libero perche' un bimbo...
ne tiene la fune
Alcuni esempi
IO SONO L'ARCOBALENO DELLA NOTTE
a Paola
io sono l'arcobaleno della notte
nato dalle tenebre in questa sera di magia
mi chiederete quali sono i miei colori
chiudete gli occhi e li vedrete
sono il pianto d'un bimbo nella notte
la luce negli occhi di due innamorati che si cercano
nel buio
i sospiri, i sussurri, i baci d'un
incontro d'amore
un fuoco d'artificio che nasce dal buio e muore
nel buio
sulle rive d'un lago in una notte di festa
sono gli occhi d'una tigre in amore che bramisce nella
giungla
le luci di Broadway e di Chinatown
gli occhi d'un gatto
che miagola alle stelle sul tetto d'una baita
una falce di luna
che taglia la segala in un prato di montagna
gli occhi d'una volpe
che ha deciso che questa notte non ammazzerà
gli occhi d'una lepre
che rassicurata bruca l'erba d'un prato tenero
i palpiti di luce d'una lucciola
che cerca la sua compagna fra i cespugli
sono i fantasmi e i folletti buoni
che compongono i sogni della notte
uno gnomo
che gioca a nascondino con le sue immagini
la serenata d'un grillo del focolare
un fuoco fatuo
che illumina le paure d'un viandante
le favole d'un nonnino
narrate alla luce dei tizzoni ardenti
un vulcano
che proietta nel cielo i suoi lapilli di gioia
il pianto di stelle della notte di San Lorenzo
sono un piccolo uomo
ma sono anche
l'arcobaleno di questa notte di magia
un frammento d'infinito
da "Poesie nate d'estate" di Terenzio Formenti
Goccia di felicità... possibile:
Scoprire il frammento di infinito che è in ciascuno
di noi e degli altri.
GIARDINO DI CONTRADA SANTA CROCE
giardino incontaminato
racchiuso
dietro le sbarre
d'un antico cancello
i mlel occhl
accarezzano
il manto
di foglie dorate
che copre armonioso
il segreto dei tuoi viali
questa notte
in sogno
passeggero' furtivo
sul frusciante tappeto
domani
cogliero' sorpreso
l'orma
dei miei passi
Gocce di felicita'... possibile:
Giocare di giorno con i sogni della notte,
giocare di notte con i sogni del giorno.
Forniamo ora un frammento della poesia "La carovana",
scritta dal poeta francese
Théophile Gautier, che sembra collochi bene,
anche se con qualche accento
pessimista, la morte di ognuno nell'armonia dell'universo
e dell'eterno.
Nel Sahara del mondo la carovana umana
per questo cammino degli anni senza ritorno
se ne va strascicando i piedi
bruciata al fuoco d'ogni giorno...
...Si continua ad avanzare, si avanza sempre ed ecco
che si vede
qualcosa di verde che ci si mostra a dito,
disseminato di bianche pietre e' un bosco di cipressi.
Dio per farvi riposare, nel deserto dei tempi
come oasi ha posto i cimiteri:
Stendetevi e dormite, viandanti che vi affannate.
Un'altra proposta con interventi letterari ad alto contenuto simbolico.
FERRAGOSTO
15 agosto 1996
Da sola, ormai da tempo in quel mare di sabbia e di sole,
percorrevo quella strada
desolata; ebbi sete e mi fermai. Guardai indietro con
disperazione, ero affranta,
stanca, delusa, tentai di ricordare; sorpresi la memoria
di una fanciulla che si
avventurava lungo un sentiero verde e rigoglioso di speranza;
ero giovane e forte
allora, avevo la fede nel cuore per aver superato le
ferite del corpo. Senza neppure
interrompere la corsa avevo volato e nuotavo poi lentamente.
Il verde aveva
cominciato a ingiallire, non me n'ero neanche accorta
subito, avevo dovuto
calpestare la sabbia arida e rovente del niente per capire
dov'ero arrivata. Ormai,
accasciata al suolo, mi sembro' di morire alla fine di
un breve lunghissimo viaggio,
quando, mi sentii esortata da una voce misteriosa calda
e forte:- Cerca l'acqua,
bevila, e starai meglio.- La voce proveniva dal vento,
ne fui un po' intimorita, ma
riusci' ugualmente a muovere la mia curiosita', e, nonostante
la fatica mi
distruggesse il corpo e mi appiattisse l'anima, cominciai
a guardarmi attorno per
scoprire la fonte di quel suono inquietante. Scrutai
ogni angolo dell'orizzonte finche'
sorpresi la tua figura accanto alla mia. Non potevo guardarti
nel volto perche' avevo
il sole negli occhi, non ti conoscevo, e non sapevo niente
di te, eppure ti aspettavo
da sempre. L'onda del mare, ora duna del deserto, profumava
di tè; sapevo che
esistevi, intuivo che saresti arrivato, e ora eri li
alto e possente, cosi' dolce e tenero.
La mia sorpresa fu grande quando mi dicesti:- ho sete
dammi da bere-. Tu, che mi
esortavi a cercare l'acqua, dunque eri assetato come
lo ero io; non capivo, non
potevo credere che anche tu... ma ugualmente cercai,
cercai a lungo, con la fatica
della femmina che partorisce, con la dolcezza della mamma
che nutre, con la grinta
della donna che difende. Non avevo piu' acqua, e piansi,
mi inginocchiai piangendo
per la tua sete e per la mia, ma il deserto e' come uno
scrigno, conserva e coltiva
ogni stilla che riesce a catturare; e quando si accorse
delle lacrime preziose cadute
nella sua sabbia, le custodi' per farne una fonte. Ma
tu continuavi a chiedere acqua,
non capii subito, ma lentamente entrai dentro di me,
e ripercorsi il mio sentiero a
ritroso, per cercare dentro, quello che non avevo potuto
trovare fuori. Giunta alla
sorgente, pescai l'ultima acqua dell'infanzia, e te la
donai; ma tu non la prendesti, e
con gesto fermo e generoso, mi ridonasti quelle gocce,
e prendesti a scavare con
me. Lo facemmo con passione, la speranza era tornata;
ci accapigliammo, nella foga
ci urtammo, ci ferimmo, ci amammo, e fummo premiati.
La', proprio la', nel punto in
cui era caduto il mio dolore, il deserto aveva maturato
una fonte, e ci dissetammo,
finalmente. Poi ti proposi di coltivare la pozza nel
deserto affinche' la polla si
trasformasse in oasi, e cosi' fu. Le lacrime avevano
nutrito un rigoglioso giardino, e
il nostro segreto fu protetto da palme ombrose.- Nell'oasi
che nasce dal dolore si
puo' vivere una pausa eterna di felicita'; ci si puo'
fermare finche' non ritorna il
desiderio di muoversi, e questo luogo potra' diventare
il principio della fantasia-,
sussurrasti.- Grazie per avermi donato il mio dolore-,
risposi.
"Violetta Del Campo" Email <violetta@hotmail.com>
Gocce di felicita'... possibile
Forse e' importante il donare e il donarsi, quanto il
sapere ricevere in dono.
Scoprire la gioia che nasce dal dolore, e la felicita'
che nasce dall'infelicita'
Scoprire che la felicita' può nascere dalla fantasia
e che la fantasia non nasce solo
dall'infelicità.
Ed ecco un altro racconto fiaba
"OUVERTURE"
Non era poi cosi' difficile incontrarlo. Per te che uscivi
per andare al lavoro
rompendo ancora una volta l'incanto del riposo; o per
te di nuovo indeciso sulla
strada del ritorno dopo l'ennesima notte trascorsa per
le strade nella disperata
ricerca di un nirvana perduto per sempre, e che solo
potrebbe ridar vita a speranze
quasi del tutto dimenticate.
Lui era la', a dirti qualcosa che mai avresti potuto
capire da solo. Con gli anni
segnati sul viso e sulle mani, si trascinava sulle labbra
del mare raccogliendo
conchiglie, come baci delle onde sulla gelida sabbia.
Troppo vecchio per prendere la
vita sul serio... Ormai troppo vecchio per tentare nuovi
giochi. Un giorno qualcuno
l'offese, negandogli l'ultimo bicchiere. I suoi occhi
quasi non capivano le parole di
quella mano ipocrita sulla bottiglia amica... Non gli
resto' che tornare sul suo lido
stanco, mentre la luna si faceva sempre piu' piccola.
Lo vedesti tornare poco dopo,
con in mano tre conchiglie, le piu' belle di tutte. Una
era bianca, e la dono' a chi
l'aveva offeso; I'altra era nera, e la diede a colui
che l'aveva picchiato. Gli rimase la
piu' grande, la piu' brillante. La guardo' per un momento;
poi se la porto'
all'orecchio, a sentirne per l'ultima volta il suono.
E cosi', senza dir niente, la porse a
colui che aveva riso delle sue sconfitte.
Tu, che come ogni giorno vai veloce al treno, se hai
un minuto, passa dalla spiaggia!
Lo troverai, a tesser ghirlande con baci di onde. E se
ancora qualcosa di te sara'
vivo, se ancora potrai ricominciare daccapo, allora per
te ci sara' una perla della sua
collana, bacio di vita nella gelida storia.
dal libro di Claudio Maria Pegorari " Un rosseggiare
perennemente interrotto"
Edizioni Bresciane - Brescia.
Goccia:
Qualcuno, forse ognuno, può insegnarci qualcosa
che mai avremmo potuto capire
da soli.
Un'altra proposta potrebbe essere vedere, vivere e far
vivere la poesia come arte
visiva.
Un esempio potrebbe essere la poesia "Incontro",
che abbiamo messa all'inizio di
questa pagina, con accanto la traduzione in egiziano
antico, che ci propone un
dialogo con gli altri attraverso una modalita' estetica
di presentazione grafica che
coinvolge noi con una civilta' scomparsa e la sua espressione
in geroglifici.
NARRAZIONE DEI SOGNI
Facciamo ora un accenno come potrebbe essere usata la
narrazione dei sogni con
una modalità promozionale.
brano di un sogno:
... mi trovo a volare beatamente nel cielo. All'improvviso
mi domando: - ma come e'
mai possibile?- e precipito subito rovinosamente, ma
fortunatamente in mare. Mi
sembra di esserci sempre vissuto e mi ci trovo proprio
bene...
Le interpretazioni potrebbero essere tante, ma non siamo
qua per interpretare,
anche perche' sarebbe opportuno farlo direttamente con
la persona interessata.
Traiamone invece una goccia :
- se stai bene, anche se cio' che stai vivendo ti sembra
straordinario, non
domandarti troppo il come e il perche'. Ovvero: il pericolo
di un uso non positivo del
pensiero.
PARTECIPAZIONE DI UNA CANZONE
La nostra proposta e' che comunichiate una canzone, "la
vostra canzone", quella
che pensate abbia avuto un significato particolare in
una certa epoca della vostra
vita. Ci potete mandare il testo italiano se e' tale
o se e' anche cantata in lingua
italiana. Se e' estera vi preghiamo di inviarci il testo
originale con o senza eventuali
traduzioni, in italiano e/o altre lingue.
Se siete talmente organizzati da poter anche farcela
sentire, arrischiate!
COSTITUZIONE DI UNA BIBLIOGRAFIA MIRATA E PERSONALIZZATA
Ognuno/a e' inviato/a a comunicarci da uno a cinque libri,
anche in lingue diverse
che ritiene siano stati i piu' significativi fra quelli
letti nella propria vita, non facendo
una ricerca organizzata ma citando i primi che vengano
in mente.
Esempio:
La morte di Ivan Illic - Lev Tolstoj
L'arte di essere amanti - Lucio D'Ambra
L'Alchimista - Paulo Coelho
La poetica dello spazio - Gaston Bachelard
La Bibbia
Le mele d'oro - Rawling
La citta' della gioia - D. La Pierre
Siddartha - Herman Hesse
Gli organizzatori e promotori di questa pagina si scusano
per aver usato
prevalentemente, del materiale di loro produzione o da
loro raccolto e selezionato, ma
per iniziare, questo era forse un passaggio obbligato.
Chiudiamo con alcune citazioni:
PAULO COELHO
- ... Perche' parlate di queste cose proprio con me?
Perche' tu cerchi di vivere la tua leggenda personale...
- "Ho osservato la carovana attraversare il deserto,"
disse infine. " La carovana e il
deserto parlano la stessa lingua, e percio' lui le consente
di attraversarlo".
- ... Poiche' io non vivo ne' del mio passato, ne' del
mio futuro. Possiedo soltanto il
presente ed e' il presente che mi interessa...
da "L'alchimista"
WISLAWA SZIMBORSKA
- Lo stupirsi non sarebbe affatto strano
se solo ne avessimo il tempo
- Non c'e' vita
che almeno per un attimo
non sia stata immortale.
- Non ci sono domande piu' intriganti
delle domande ingenue.
- Per riguardo ai bambini
che continuiamo ad essere,
le favole sono a lieto fine.
dal libro "Gente
sul ponte"